L'aorta è il principale vaso sanguigno del corpo. Essa decorre dal cuore attraverso il torace fino a raggiungere l'addome, dove si divide per fornire sangue agli arti inferiori.
Un aneurisma dell’aorta addominale (AAA) è una dilatazione (rigonfiamento) di una porzione del tratto addominale dell'aorta.

In corrispondenza del rigonfiamento, l’aorta può indebolirsi col tempo e la forza della normale pressione sanguigna può causarne la rottura, provocando dolore intenso e un massiccio sanguinamento interno (emorragia).

La rottura di un aneurisma è una condizione clinica gravissima che può portare al decesso in pochi minuti. Pertanto è fondamentale eseguire una diagnosi precoce.

FATTORI DI RISCHIO

Sebbene l'esatta eziologia dell'aneurisma dell’aorta addominale non sia nota, vi sono alcuni fattori di rischio associati alla patologia:

  • Età superiore ai 50 anni
  • Fumo o storia di fumo
  • Patologia arteriosa (aterosclerosi)
  • Pressione sanguigna alta (ipertensione)
  • Anamnesi familiare (fattori genetici)
  • Colesterolo alto (ipercolesterolemia)

DIAGNOSI

La diagnosi può essere facilmente eseguita, oltre che da un’accurata palpazione dell’addome, mediante un’ecografia o un ecocolordoppler. Esami di secondo livello sono l’angio TC e l’angio risonanza magnetica.

TRATTAMENTO

La tecnica chirurgica tradizionale: consiste nella messa a piatto dell’aneurisma (apertura dell’aneurisma) ed al ripristino della continuità del vaso mediante l’interposizione di un innesto in protesi.
L’intervento si esegue in anestesia generale e prevede l’apertura dell’addome.

La tecnica endovascolare: la chirurgia endovascolare si effettua mediante l'incisione delle sole arterie femorali comuni a livello dell'inguine; tramite cateteri viene posizionata all’interno dell'aorta addominale aneurismatica l'endoprotesi che esclude le pareti dell'aneurisma dal flusso, direzionando il sangue all'interno della stessa endoprotesi. §
L’intervento si esegue in anestesia spinale, è molto meno invasivo rispetto alla tecnica tradizionale, ma necessità di più assidui controlli post-operatori, per assicurarsi che la sacca aneurismatica sia definitivamente esclusa dal flusso sanguigno.